GIORGIO ATTILIO CECCARELLI
Giorgio A. Ceccarelli torinese di nascita, sopravvive i bombardamenti nel casale avito di Val di Susa in Buttigliera. Studia al Liceo Scientifico in Como, frequenta gli studi della scultrice Isabella Pizzoni, e del pittore, paesaggista Amedeo Angilella.
Per professione sceglie architettura, si laurea al Politecnico di Milano nel 1962. Nei primi anni lavora presso lo studio di Ignazio Gardella, poi approda a Londra con l’assistenza del suo maestro Ernesto Rogers per fare parte il prestiggioso progetto del Barbican presso al Chamberlin Powell&Bonn. Dal 1966 frequenta Graduate School of Fine Arts, University of Pennsylvania, in Philadelphia. Nel 1967 partecipa al Expo di Montreal. Ottiene il titolo di Master in Architecture e Master in City Planning nel 1968, anno dopo viene invitato in un team internazionale con BBPR per lavorare al riassetto urbano del Suk in Al Kuwait City.
Nei anni 70 intrapenrende l’insegnamento accademico il quale lo porta all’Inghilterra come ‘Visiting Lecturer’ ed prima insegnerà Urban Design nella città di Kingston Upon Hull, dopo nel 1972 si stabilisce in Nottingham e diventa per un decennio docente alla Nottingham University. Durante suoi anni accademici continua sempre a coltivare la sua passione per arte frequentando workshops in Inghilterra ed in Italia. All’inizio predilige la pittura ad olio su tela e tavola dipingendo sopratutto il nudo, il suo personale ‘Femscape’. A metà anni 70 durante un anno sabatico stringe una lunga e fruttuosa amicizia con lo scultore americano Herzl Emmanuel e frequenta regolarmente il suo studio in Trastevere persistendo nella creta e produrrà una notevole serie di bronzi.
Nel 78 a Sidney partecipa al concorso internazionale con un ambizioso progetto per il Parlament House australiano di Camberra. Nel 1982 si dimissiona dall'università di Nottingham e si trasferisce a Roma dove trova spazio per sviluppare la sua l’attività professionale di architetto urbanista fino ai giorni nostri. Per mantenere la sua vocazione artistica continua frequentare i corsi estivi di pittura alla Slade Art School di Londra. Esibisce i suoi lavori a Roma sopratutto i disegni, incisioni e bronzi. Mentre con la sua consistente corposa collezione di dipinti e bronzi viene invitata per una mostra personale il 2001 in SantaFe New Mexico nella Galleria Thomas Moxley. Nel 2015 pubblica il suo primo libro ‘K622 Racconti di un Cammino’ alla Casa Editrice Albatross. Vive e lavora a Roma ove persevera a creare le sue nuove opere accentuarsi ora sulla scultura ceramica - raku.
MONDODONNA
TRITTICO DI INCISIONI
Commento di Michele Calabrese (critico d’arte)
Tre donne. Tre simboli. Tre incisioni.
Non è quanto basta (altro ci vorrebbe!) per tracciare una panoramica globale della
pittura, oltreché della scultura di Giorgio Attilio Ceccarelli.
Un artista composito, introverso, irrequieto ma soprattutto colto.
Sono bastate poche ore nel suo casolare di Cesano - tra il rustico e il raffinato - per
ritrovarmici e muovermi a mio agio. Come in un labirinto dove non mi abbisognava,
per uscirne alcun filo di Arianna.
- - - tutto era scontato familiare in qualche modo e prevedibile!
So che è nato a Torino anche se non si è lasciato impadronire dalle sue nebbie e
che si è portato la sua malinconia di solitario a spasso per il mondo fino ad
acquietarsi nel sole dell’Agro Romano.
La pittura di Ceccarelli è orfana.
Nel senso che non gli si riconoscono genitori. Le sue donne, tre che costituiscono
la presente cartella, si può dire che sono immaginate
–più che vissute –dalla sua fervida fantasia. Come le donne dei dipinti.
Donne dall’incarnato roseo, quasi sognanti e ignude come stravolte da ciò che le
circonda.
Donne che non inducono a torbidi pensieri ma statiche in una religiosa immobilità,
pressoché impressionate dalla realtà circostante.
Un artista infine imprevedibile che sa tutto e ha visto tutto. Che forse non sa, o non
vuole, crearsi protettori e non ha committenti.
Michele Calabrese
critico d’arte
Roma 1998.